lunedì 8 aprile 2013

Gente e vita sarda


Come una manciata di parole sapienti che narrano una storia. Attimi fissati a svelare, nitida, la scena della vita. Il tratto di Aldo Riso è quello del verismo declinato nella poesia delle suggestioni.
Di una realtà consegnata franca e disadorna, nei toni tenui e essenziali dell’essenza. D’altra parte, proprio nella dignità di anime e cose, non vi è celebrazione ma rappresentazione, in elementi che non figurano altro che materia e momenti di esistenza.
Di gesti che si intuiscono, di parole che possiamo immaginare, di un’ora calda e di un cammino di lavoro e abitudine. Di uomini e donne di terra. Di un carro che l’asino tira ogni giorno. Di panni stesi a un palmo dal cielo. Nelle pieghe calde di un’aria che consegna, eterne, le atmosfere.
(Gente e vita sarda, acquerello di Aldo Riso)

sabato 6 aprile 2013

Spicchi di Val Grande


Cammino per le valli ossolane da quando ero bambina. Non basterà mai, potrei tornarci ancora migliaia di volte e continuerei a scoprire emozioni e scorci nuovi.
Da Premusel (Premosello Chiovenda) due esperti escursionisti e la guida si avventurano per il Balm de la Vegia (Fajera, alta valle del Nibbio) sulle tracce di un leggendario amore, mi piace guardare i loro passi che si avviano forti e curiosi.
Gli altri sono alle prese con le avventure nel canyon molto verticale che supera il mio coraggio. O a caccia di sentieri più o meno praticabili nel “vuoto” della selvaggia e straordinaria Val Grande. Forse a Pogallo o chissà dove. Wilderness, lo sento da bocche d’oltralpe, amanti dello spazio autentico e incontaminato da conquistare a sudore e meraviglia. Le tracce dell’uomo ci sono, in verità, ma silenziose e sepolte dal tempo.
Nell’aria paciosa mi muovo lenta, sotto la pelle che si scalda e si colora al sole. Non ho meta, nel regno dello sguardo. E poi la sorpresa della natura è questa, cercare niente e trovare tutto. Perché hanno ragione quelli che si tuffano nel wilderness, il vuoto è pieno.
Incontro attimi e risposte. Magari nella fatica delle gambe e del fiato, magari nella sosta di un alpeggio o a un passo da due innocue nuvolette che danzano nel cielo terso.
Una salita, che credo un corridoio verso una vetta, e mi affaccio su una cartolina.
Luccicano, i tetti in beola delle baite.

martedì 2 aprile 2013

La guida verde Touring: Foggia e il suo territorio


Le “guide verdi” Touring Club sono note perché costituiscono una chiave di viaggio di grande utilità e appeal per il turista e per l’appassionato di specificità. Non solo itinerari, insomma, ma una enorme quantità di informazioni e spunti sui luoghi, sull’arte, sull’ambiente, sulle opportunità culturali, sportive, d’avventura. E un ricco ritratto di storia, gastronomia, curiosità, rarità naturalistiche e elementi di attrattiva.
Opere che valgono più di una lettura, prima e durante la vacanza o la visita.
Appena pubblicata è la guida “Foggia e il suo territorio”, di cui è autore il bravo giornalista Vincenzo Petraglia.
Sono andata a sbirciare, affascinata come sempre dalle meraviglie del nostro Bel Paese, interessata a scoprire le virtù e la vocazione di una terra e della sua promozione. Ecco, presto molta attenzione a questa attività di valorizzazione delle risorse autentiche dell’Italia, e trovo che il Touring Club, anche con le sue guide verdi, sia una fonte inesauribile di stimoli turistici di ampio respiro.
Il taglio di Vincenzo Petraglia è proprio quello di una sirena, incanta i lettori per invogliarli alla meta. Trovo che nella celebrazione dei luoghi trovi infatti gli impulsi giusti per ingolosire gli appetiti di conoscenza dei viaggiatori e questo è molto più di una pubblicità, è una promozione turistica a “sfondo consapevole”: orientare vuol dire proporre e offrire molto di più di una sfilza di riferimenti e, fortunatamente, Petraglia e il TCI lo sanno molto bene.
In questa operazione, ovviamente, non avendo approfondite conoscenze di Foggia e dintorni, ho tenuto conto anche dei detrattori. Valutando la guida verde insomma ho letto anche le critiche, i commenti di quelli che trovano nei prodotti editoriali come questo e analoghi sempre un margine di approssimazione e di superficialità. Magari hanno scovato qualche errore o semplicemente un richiamo datato o un particolare mal documentato.
Avendo in mente i meccanismi di lavoro trovo che questi siano appunti umanamente comprensibili per chi vive e ama un territorio ma che non tolgono alcunché al pregio della guida. E’ impossibile, per un’infinità di motivi, realizzare una guida con l’autorevolezza assoluta di un’enciclopedia di insindacabile livello. E’ essenziale invece stendere una guida che colga, rispetti e diffonda i valori chiave di una zona e del suo patrimonio. Quella di Vincenzo Petraglia per il TCI risponde sicuramente a questi principi. La guida verde “Foggia e il suo territorio” è il biglietto da visita, importantissimo, dell’area. Una fonte di tracce e percorsi, con ricco corredo di immagini e di allettanti cenni alle tradizioni, al costume, ai risvolti di approccio.
Trovo dunque speciale piacere ad ospitarne qui la notizia e a dare alla guida verde di Foggia il meritato risalto. A me trasmette quanto basta per mettere quel territorio tra i desideri di esplorazione.
Complimenti a Vincenzo Petraglia: un grosso impegno che l’eccellente risultato dovrebbe aver generosamente ripagato.

venerdì 15 marzo 2013

Camporelli, i Biscotti di Novara


Dal 1852 Camporelli porta avanti la tradizione dei Biscotti di Novara, ereditata dalla storia di un’antica ricetta delle monache novaresi. Croccanti, leggeri e privi di latte i Camporelli sono un po’ il cuore dolce della città, ideali per uno spuntino, per la colazione o come base per la preparazione del tiramisù.
Il biscottificio Camporelli è in pieno centro storico, nel Vicolo Monte Ariolo, e conserva il fascino della produzione artigianale e della cura per il costume dei luoghi. Garba ancora ricordare di Cavour che si narra accompagnasse i Biscotti di Novara con il gorgonzola. Una golosa combinazione di contrasti che, alla prova, si rivela ottima!

lunedì 4 marzo 2013

Ristorante Rosso di Sera a Ferrandina (MT)


Il locale è davvero molto carino, perfettamente in stile con Ferrandina nel gusto architettonico e nei materiali, dalla pietra locale al tufo materano, e con grande vocazione all’offerta più ricercata ma nel rispetto della gastronomia lucana di tradizione.
Domenico è una presenza amabile e di appeal che illustra l’offerta con dedizione e slancio, ideale guida alla scelta per buongustai e palati in cerca di sapori della tradizione presentati con classe moderna.
La cucina è veramente buona, curata e gradevole in ogni dettaglio. Addirittura sublime l’offerta di antipasti con genuini prodotti regionali e di pasta fatta in casa. Tutto rigorosamente e copiosamente bagnato da ottimo Aglianico del Vulture, naturalmente. Ho apprezzato molto anche gli straccetti di filetto di maiale leggermente impanati e fritti: una chicca deliziosa!
Una bella esperienza culinaria in un’atmosfera raccolta, elegante e piacevole. 
Rosso di Sera a Ferrandina: un ristorante per amanti del cibo.

sabato 2 marzo 2013

Motel Bar Ristorante San Marco di Bernalda (MT)


Durante il tour della Basilicata (coast to coast) ho soggiornato un paio di notti al Motel San Marco di Bernalda, una struttura nuova sulla strada provinciale 3 (ex ss 175), in posizione piuttosto strategica per gli spostamenti sia verso Matera che verso la costiera Jonica.
Ottimo per un viaggiatore perché offre ogni comodità, dal parcheggio ai servizi in camera (wi fi, aria condizionata, …), al bar e ristorante annessi, al distributore di carburante fino al panorama decisamente gradevole. Colazione con ampia scelta di ottimi dolci e personale molto cordiale e disponibile.
Naturalmente ho apprezzato molto la comodità di ubicazione e presumo questo segni uno dei grandi punti a favore del San Marco. E, a giudicare dall’afflusso di avventori, la provinciale lo pone anche come punto di riferimento per le soste caffè o pranzo.
Ma ho notato anche un particolare di indubbio pregio: l’ampiezza degli ambienti! Le camere e i bagni sono davvero molto spaziosi e per chi ha molti bagagli o deve trattenersi a lungo questa è un’offerta decisamente allettante.
La pulizia è buona e le tariffe sicuramente accessibili. Promosso!

giovedì 28 febbraio 2013

Ristorante Pizzeria La Talpa a Matera


Nella principale Via dei Fiorentini, nel cuore del Sasso Barisano (il Sasso Barisano, il Sasso Caveoso e il rione Civita formano il complesso nucleo urbano della vecchia Matera) il Ristorante Pizzeria La Talpa è noto per gli antipasti tipici della tradizione lucana e per la pasta fatta in casa ma propone anche una pizza davvero speciale: la pizza al grano arso.
Un sapore unico, antico e genuino. Un piatto povero che oggi è diventata una ricetta per palati raffinati. La farina di grano arso deriva dalla cucina contadina perché in tempi remoti la ricavavano dalle stoppie e dai chicchi bruciacchiati che i proprietari terrieri concedevano loro di raccogliere. Per anni il grano arso non è stato consumato ed è invece tornato in voga negli ultimi anni grazie alla rinnovata energia della ricerca e del piacere gastronomici. Non viene più raccolto ma l’effetto è riprodotto con un’adeguata tostatura che conferisce il sentore di affumicato e la peculiare consistenza.
Il risultato è davvero eccellente: una pizza scura, soffice, leggera, di aroma intenso.
Naturalmente gustarla al Ristorante Pizzeria La Talpa, nella deliziosa atmosfera dei Sassi, in un ambiente che gode e trasmette tutte le suggestioni della storia, è un’esperienza di grande fascino!
Buona l’accoglienza e ben variegata l’offerta.